Lettera di dimissioni dall'alcologia,anno 2006

 

Meravigliosi i vent’anni,ti allontani da casa per obblighi militari,finalmente libero dai rimbrotti dei genitori.

Ti ritrovi in mezzo a centinaia di persone di tutta Italia,fai nuove amicizie mai immaginate prima.

Le nuove amicizie si rafforzano nella sala mensa,nelle libere uscite in cerca di novità e svago e nello scolarsi,tutti in compagnia,diverse bottiglie di svariate sostanze alcoliche.

Finito il servizio militare,intraprendo la vita del marinaio e qui ho incominciato a notare l’aumentare della mia tolleranza nei confronti dell’alcol e per questo,invidiato dai miei compagni di navigazione,per quanto fossi capace di bere e di fumare.

Mi sentivo un Padreterno!(molto stupidamente col senno di poi).

Cambiai mestiere,intrapresi la professione di agente di commercio nel settore “vini e liquori” (dopo 10 anni di navigazione,ero molto esperto in materia).

Guadagnavo il giusto per potermi permettere di metter su famiglia e troncare con la vita di mare.

La mia tolleranza aumentava sempre più,l’azienda per la quale lavoravo mi faceva fare dei corsi di aggiornamento sui vari vini e liquori mondiali.

Divenni un buon intenditore e contemporaneamente un bravo venditore.

Divenni padre di un maschietto e di una femminuccia,la vita trascorreva felice e spensierata.

Mi sentivo amato,il lavoro mi appagava molto.

Passarono 20 anni e le cose lentamente,ma inerosabilmente,cambiarono,il sistema distributivo stava cambiando le regole,ma non lo riuscivo a capire,diedi la colpa a mille fattori tranne che alla mia mancanza di lucidità critica,poiché il mio cervello era diventato incapace di essere analitico.

Dopo aver bevuto le solite 2 o 3 bottiglie,mi sentivo capace di affrontare la situazione lavorativa,ma i risultati non arrivavano mai.

I miei figli non sopportavano la pesantezza del mio alito,le litigate con mia moglie erano all’ordine del giorno e della notte.

Mi sentivo solo,incompreso.

Io cosi’ buono,cosi’ abbandonato e trascurato.

Incapace di affrontare la situazione,mi intestardii sul mio lavoro,che non era più remunerativo,non guadagnavo quasi nulla.

Diedi fondo a tutto ciò che avevo e non mi rimase nulla.

L’incomprensione con mia moglie aumentava,la vedevo come una persona sconosciuta,petulante ed insopportabile.

Per fortuna che,nonostante tutto,sentivo l’amore dei miei figli e grazie al loro successo negli studi mi sentii appagato di tutto il buon lavoro che,nonostante tutto,avevo fatto nel percorso della mia vita.

I rapporti con mia moglie continuarono a peggiorare,mi rintanavo nella mia stanza con la mia brava bottiglia e fantasticavo su quanto fossi stato bravo e che assolutamente non meritavo l’odio che mia moglie mi manifestava e che per ripicca io contraccambiavo.

In tal frangente capii che il vino mi era nemico,decisi di smettere di bere,avevo smesso di fumare con la mia forza di volontà,ergo,la stessa cosa potevo fare con il vino.

NIENTE!!!

Fallimenti continui.

Intanto a casa la situazione era precipitata,da tempo mia moglie dormiva in una stanza diversa ,finchè una sera,dopo una brutta litigata,dormimmo uno di qua e uno di là.

Al mattino mia figlia,assieme a mia moglie,sparirono e non le vidi per qualche giorno.

Mia figlia mi telefonò informandomi che aveva accompagnato mia moglie in una località protetta e dicendomi che dovevo prepararmi al divorzio.

Lei si era sentita obbligata a far tutto ciò per evitare il peggio nella nostra Famiglia.

Per risolvere tutto questo disastro,conoscenti mi suggerirono di farmi visitare in alcologia a S. Giovanni,mia figlia mi incoraggiò in questo.

Mi presentai all’operatore di turno che mi consigliò il ricovero.

A queste parole,dentro di me sorrisi dicendomi che ero arrivato proprio a S. Giovanni!(dai pazzi…).Visto che mia figlia era contenta di quanto mi stava accadendo,mi dissi:”Faccio finta di accettare”.

“Nel corso della mia vita ho affrontato situazioni molto ,ma molto,più difficili,affronto anche questa!”

Sono seduto in una capace aula,assieme ad una trentina di persone sofferenti della malattia “ALCOLISMO”,formiamo un gruppo con un operatore che invita un paziente a raccontare le sue problematiche con la malattia ed invita anche gli astanti ad intervenire sul racconto con l’intento di aiutare chi parla a ripercorrere gli errori commessi quand’era in stato d’alcolista.

Ascolto annoiato tutto questo gran chiacchierare dicendomi:”Ma sono impazzito a stare qua?.A perdere il mio tempo ad ascoltare disgrazie e di persone mai viste e mai conosciute?Sono pieno di lavoro e di altri interessi,non sono mica un ubriacone come questa gente qua!”

Decido di andare via quando mi ritorna alla mente mia figlia che mi disse:”Papà,ascolta questa gente e i loro problemi,non esiste alcun posto migliore per disintossicarti dall’alcol.”

Mi dico:”Mia figlia ha le traveggole.Perché bevo ogni tanto un bicchiere di vino mi scambiano per un ubriacone incallito,proprio io che potrei bere una damigiana restando perfettamente sobrio.”

Siccome la vedo entusiasta decido a malincuore di rimanere ricoverato in alcologia e perdere al massimo due settimane di tempo.

Improvvisamente mi sto interessando lentamente ai racconti dei miei compagni di percorso:”Caspita-mi dico-ma questi problemi sono i miei” ed il mio interesse aumenta.

Iniziano le lezioni didattiche,stranamente mi interessano moltissimo,e comincio ad aver paura dell’alcol.Mi sento terribilmente ignorante e presuntuoso,racconto la mia storia che,da ottima come credevo che fosse,diventa triste e fallimentare col passare del tempo.

Comincio a farmi una ragione nelle scelte di vita da me fatte che mi hanno portato allo sfacelo della cosa più cara che avessi:LA FAMIGLIA.

Sono trascorsi più di 3 mesi,sono divorziato,la famiglia è sciolta.

Mia moglie è rimasta nella mia ex casa ed io abito in un appartamentino;mia figlia sta ultimando con profitto il suo tirocinio;mio figlio prepara i suoi documenti per l’assunzione come ingegnere informatico in un’azienda milanese.

Guardo la mia immagine riflessa e mi dico:”Ma sei proprio scemo!Come hai fatto a non capire che i tempi cambiavano,che dovevi cambiare attività,non lasciarti vincere dalla falsità di una bottiglia.

Hai spesso adoperato le tue idee con buoni risultati come mai da troppo tempo di risultati non ne ottieni più?!”

Ho imparato che ero un vero alcolista,ma inconsapevole di esserlo.

Questo periodo di ricovero,che ho sfruttato al massimo,mi ha reso consapevole dei perché del mio fallimento.

E’ duro,molto,da accettare tutto ciò,ma necessario per uscire dal labirinto dell’alcolismo.

Per riuscire in tutto ciò ho un’arma formidabile: il Gruppo Esterno.

Gruppo formato da ex alcolisti che hanno trascorso le mie stesse vicissitudini e che mi sono vicini e mi incoraggiano per raggiungere l’astinenza.

Signori,sono ormai 5 mesi che non bevo alcol,quando cercavo di smettere di bere da solo,sono riuscito nel bene o male solo per una quindicina di giorni…

Attualmente ho cambiato modo di vivere,sto scoprendo in me cose impensate che mi incoraggiano nell’astinenza.Ho cambiato programma in alcologia,da ricoverato sono passato a un day hospital mattutino,voglio infatti mantenere il contatto con la struttura ancora per parecchio tempo.

Mi sento come un bimbo che impara a camminare e l’avere la possibilità di trascorrere alcune ore in alcologia,ascoltare i nuovi arrivati,incontrare quelli che hanno fatto il percorso con me,parlare con gli operatori e confidarmi con loro e con l’aiuto degli infermieri che non è stato poco.

Ecco,tutto questo mi da il sapore della vittoria sull’alcolismo e voglio continuare su questa strada.

Xilus.


Evento inserito il Tuesday 07 July, 2009.

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